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GEOLOGIA
Isola
formatasi dal distaccamento trasversale, in antiche ere geologiche, di
un'unica propaggine peninsulare continua la cui origine deriva direttamente
dal massiccio del Gottero.
L'isolamento della Palmaria dalla terraferma, seppur geografico, non è risultato
tale da impedire i flussi biologici bidirezionale con la terraferma.
Forma,
dimensioni e caratteri
orografici dell'isola, hanno
consentito la sua
colonizzazione antropica
concentrata prevalentemente
nella conca a Nord dirimpetto a
Porto Venere certamente più
protetta dai venti e dalle
intemperie che, invece
prevalentemente battono
implacabili il lato Est dell'Isola.
L'antropizzazione
dell'isola è fatta risalire
al neolitico: tale datazione hanno I reperti funerari e di vita sociale
scoperti da Giovanni Cappellini, Regalia e Carazzi a partire dal 1869
nella Grotta dei Colombi ed attualmente custoditi nel Museo della Spezia
ed in quello di Bologna.
Negli
stessi anni il favorevole fermento culturale nella provincia innescato
dalle famose osservazioni del naturalista Lazzaro Spallanzani
consentiva
a geologici,
botanici e zoologi di fama internazionale di annoverare la Palmaria
tra le mete di studio obbligate per gli affascinati scenari e per la
ricchezza
biologica in essa raccolte.
Dalla esaltazione del naturale l'antropizzazione nella Palmaria sposta,
alla fine dell'ottocento fino alla seconda metà del novecento,
la sua tendenza verso forme più impattanti riscontrabili
nelle attività estrattive e soprattutto
negli insediamenti militari di difesa costiera.
Nonostante
tali attività abbiano cessato da oltre cinquanta anni
la loro funzione, le tracce rimangono ancora visibili ed in parte
risultano ancora utilizzate.
L'antropizzazione è stata,
soprattutto nell'ultimo periodo, di occupazione, sfruttamento ed insediamento.
Nessuna azione rivolta al
ripristino, recupero, miglioramento ambientale.
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